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Cos’è il THC?

Redazione
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Effetti del Tetraidrocannabinolo sull’organismo umano

Quando si parla di cannabis legale o medicinale, non si può fare a meno di menzionare le sostanze che la compongono, in quanto è da esse che dipendono gli effetti che ha sul corpo umano. In tal senso quella più importante e più impattante a livello psichico è il THC (il tetraidrocannabinolo), contenuto nelle infiorescenze della canapa.

Questo principio attivo agisce sul sistema nervoso e in base alla quantità presente nella cannabis può causare svariate reazioni di tipo psicogeno. Il THC infatti suscita nel soggetto una condizione di euforia, più o meno accentuata, può influenzare la memoria, l’umore e scatenare anche reazioni aggressive.

In virtù di quanto detto, il tetraidrocannabinolo è sottoposto a una forte regolamentazione da parte del governo italiano che ha approvato l’uso di cannabis terapeutica solo se vengono rispettati severi criteri anche dal punto di vista della coltivazione della canapa. Quest’ultima, ad esempio, deve avvenire senza l’uso di pesticidi, ma non solo.

Come interagisce il THC con l’organismo umano

molecola THC tetraidrocannabinolo
Molecola di THC – tetraidrocannabinolo

Il THC interagisce in vari modi con il nostro organismo a livello del sistema nervoso centrale, in quanto stimola la produzione di dopamina. Se ti stai chiedendo cos’è questa sostanza, te lo spieghiamo subito.

La Dopamina

La Dopamina è un neurotrasmettitore che agisce a livello del sonno-veglia, dell’umore, del comportamento, della capacità di attenzione e anche della memoria.

Il fatto che il tetraidrocannabinolo influenzi la dopamina, sta a significare che fa nascere una sensazione di benessere e di relax oltre ad agire nell’attenuazione del dolore. Scendendo più nel dettaglio, bisogna aggiungere che il THC è comunque una sostanza psicotropa in grado di scatenare uno stato di alterazione emotiva.

Chi lo ingerisce per bocca, combustione o per inalazione tenderà ad essere molto allegro e a ridere facilmente anche di cose all’apparenza poco divertenti. In altri casi potrebbe suscitare un senso di profonda e ingiustificata tristezza portando la persona a piangere per ragioni sciocche e inutili.

Le proprietà rilassanti del THC, infine, possono contribuire a contrastare e calmare l’ansia in soggetti che ne soffrono particolarmente.

Effetti negativi dell’uso del THC

Gli effetti di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, riguardano dosi controllate di THC ma nei casi in cui la percentuale risulti eccessiva e l’impiego di cannabis esteso nel tempo, le conseguenze sul sistema nervoso centrale diventano più serie. In questo caso infatti è possibile cadere in depressione, avere reazioni violente, subire un’alterazione della capacità memonica, in particolare della memoria a breve termine, avere crisi d’ansia e addirittura essere vittime di allucinazioni.

Chi fa uso abituale di marijuana illegale può sviluppare psicosi e addirittura la schizofrenia. D’altronde l’assunzione prolungata di questo principio attivo danneggia il sistema nervoso. A riprova di quanto detto, uno studio condotto dalla Northwestern Medicine University su un campione di ragazzi adolescenti, ha dimostrato che questi ultimi dopo 3 anni di impiego di marijuana hanno sviluppato problemi alla memoria e ai processi di apprendimento e ragionamento. Ciò significa che i danni maggiori sono avvenuti nella regione del cervello chiamata ippocampo.

Inoltre se la marijuana viene consumata in modo massiccio da donne in stato interessante, cresce il rischio di dare alla luce bambini in sottopeso e dunque più fragili rispetto agli altri.

Effetti indotti per il trattamento farmacologico con THC

Il trattamento farmacologico con il THC, ovvero con una delle varietà di cannabis terapeutica, ha fatto registrare nei pazienti affetti da alcune patologie miglioramenti nella propria condizione clinica. Perlomeno è servito a tenere sotto controllo certi effetti sgradevoli e nell’attenuare alcuni sintomi.

Patologie trattate con THC

In particolare il suo impiego nella sclerosi multipla permette di gestire con comprovata efficacia l’incontinenza della vescica, la rigidità muscolare, il dolore cronico e quello neuropatico e gli spasmi.

Nei pazienti sottoposti a trattamento di chemioterapia, il THC allevia nausea e vomito. Positivi sono i suoi effetti in chi ha la sindrome di Tourette, una malattia neurologica che scatena tic nervosi di carattere motorio e verbale, che nei casi più gravi diventano ingestibili. L’assunzione della cannabis medicinale riesce a mitigare questi sintomi e a migliorare la qualità di vita dei pazienti anche a livello del sonno notturno. Essa infatti inibisce la fase REM che è il momento in cui si possono verificare con maggior frequenza i tic, rendendo complesso il riposo.

Un’altra benefica conseguenza a livello medico del THC è data dalla sua capacità di stimolare l’appetito. In virtù di ciò la cannabis terapeutica può essere impiegata negli ammalati di AIDS e in quelli colpiti da anoressia nervosa. Pare che la sua assunzione influenzi i processi biochimici del corpo, portando la persona a ricordare la sensazione di benessere provata quando mangiava. Ciò scatena la voglia di riviverla.

Un altro impiego ricorrente del THC è quello per il trattamento del glaucoma. Somministrato sotto forma di collirio sembra poter ridurre fino al 30% la pressione intraoculare*.

Cannabis e THC: differenze tra la canapa light (legale) e la cannabis farmaceutica

thc nelle infiorescenze cannabis
THC nelle infiorescenze di cannabis

In commercio esistono solo due tipi di cannabis, quella light (la cosiddetta legale) e la farmaceutica. Vediamo quali sono le loro caratteristiche principali.

La cannabis light deriva da una varietà di canapa, chiamata Sativa L., che ha una bassissima concentrazione di THC. La sua vendita è legale a patto che il principio attivo psicotropo prodotto dalla pianta resti nei limiti massimi consentiti dello 0,6%.  Questa cannabis può essere acquistata da qualunque persona maggiorenne nei rivenditori specializzati fisici oppure online in appositi siti web autorizzati. Essa ha un semplice effetto rilassante.

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La cannabis farmaceutica, invece, può avere un contenuto di THC tra il 7 e il 22% e può essere acquistata in farmacia solo dietro prescrizione medica. Nei casi indicati dal Decreto del Ministero della Salute, il preparato galenico della canapa è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Essa è indicata per la cura di determinate patologie ma può essere usata solo quando i trattamenti farmacologici tradizionali si sono rivelati fallimentari.

* Ti ricordiamo che le informazioni riportate in questo articolo hanno un fine illustrativo, sono tratte da fonti esterne e non costituiscono in alcun modo un consiglio medico. Quindi prima di utilizzare prodotti a base di THC o CBD ti consigliamo di rivolgerti a un professionista.

Ti invitiamo a non consumare prodotti alla cannabis fuori dalla legalità: può essere molto pericoloso per la tua salute, provocare effetti collaterali non prevedibili e portarti seri problemi con la legge.

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