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Semi di marijuana: varietà legali e non

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I semi di cannabis

Da quando è stata approvata anche in Italia la coltivazione della cannabis legale, si è sviluppato un grande fermento intorno a questa pianta. Molti infatti hanno deciso di dedicarsi alla sua produzione e al suo commercio rispettando quanto previsto dalla Legge 242/2016.

Ma qual è la difficoltà maggiore che incontra chi si approccia per la prima volta all’acquisto di semi di marijuana per avviare una coltivazione? Senza alcun dubbio è la scelta della varietà. In commercio infatti ce ne sono moltissime e orientarsi può diventare un’impresa, anche perché bisogna tenere in considerazione il tipo di terreno dove si vanno a piantare, la sua grandezza e il clima della zona. Dettagli importanti se si vogliono ottenere buoni raccolti.

germoglio di semi di canapa
Seme di marijuana con germoglio

Inoltre la scelta di una tipologia a favore di un’altra deve tenere in considerazione il fattore della produttività. Non c’è infatti niente che dia più soddisfazione in questo settore dell’ottenere dalle proprie piante un’elevata resa finale. Per averla è indispensabile scegliere i semi di cannabis migliori, che garantiscano alte e soddisfacenti prestazioni.

Semi di marijuana: le varietà più diffuse

Nel momento in cui si decide di acquistare semi di marijuana per la coltivazione è importante attenersi alla normativa del paese in cui ti trovi, se sei in Italia leggi bene tutta la normativa per accertarti di non commettere un illecito.

In generale, vediamo di capire la differenza che intercorre tra semi regolari, femminizzati e autofiorenti.

Semi regolari

Questi semi derivano da una pianta femmina di cannabis impollinata da una pianta maschio. Tale tipologia non ha subito alcuna modificazione genetica e non è stata sottoposta a trattamenti chimici. Tra le varietà considerate migliori e più famose vi sono:

  • Master Kush Regolare: è caratterizzata da cime ricche di resina. Ha un periodo di fioritura di 55 giorni circa e una resa molto elevata.
  • Shunk: questa pianta raggiunge un’altezza media, è per il 33% sativa e per il 65% indica. La fioritura avviene in un arco di tempo di 50 giorni.
  • Afghan Kush: questa varietà è per il 90% indica e deriva dalle montagne dell’Hindu Kush. I semi producono piante di cannabis ricche di resina e con una quantità media di THC. La resa è molto alta.

Semi femminizzati

Questi semi vengono ottenuti somministrando a una pianta femmina acido gibberellico. Da tale varietà si avranno solo piante femminili di cannabis. Tra le tipologie più famose abbiamo:

  • Critical Cheese: le piante che nascono da questi semi sono imponenti e hanno una struttura ramificata. Le foglie sono di colore verde e arancione mentre le cime si presentano compatte e grosse. La sua produzione ha una resa elevatissima.
  • Semi Ayahuasca Purple Femminizzati: la pianta nata da questi semi ha foglie rosso porpora/rubino e un tempo di fioritura piuttosto breve, in quanto si aggira intorno ai 65 giorni. La resa è elevata.
  • White Berry: molto adatta a coltivazioni indoor, fiorisce nell’arco di appena 7 settimane. È il per 75% indica e per il restante 25% sativa. La resa è notevole.

Semi autofiorenti

Anche questi semi sono femminizzati come i precedenti ma hanno una caratteristica in più: quella di fiorire indipendentemente dal fotoperiodo, ovvero dalla quantità di ore di luce. Si tratta dunque di una varietà ibrida che può dare parecchie soddisfazioni in termini di produttività, proprio perché non è vincolata dalla luce. Queste le varietà più famose:

  • Bubble Kush Autofiorente: questa varietà contiene le migliori caratteristiche dell’indica e della sativa. È molto facile da coltivare e può raggiungere i 100 cm di altezza.
  • Super Skunk Autofiorente: la pianta ottenuta da questa tipologia di semi ha un breve periodo di fioritura, si presenta con un aspetto compatto e offre una resa elevata.
  • Northern Lights Autofiorente: questa varietà è per il 90% indica. La fioritura è rapida e la resa dei raccolti ottimale. Le cime si presentano molto resinose.

Tra le tipologie di semi menzionate, la maggior parte dei coltivatori predilige quelli femminizzati in quanto danno origine a piante femmina ricche di resina, dalle cime corpose. Altri coltivatori però preferiscono i semi regolari, soprattutto se hanno intenzione di creare nuove varietà o di effettuare una coltivazione biologica. Per chi è alle prime armi tuttavia sarebbe opportuno scegliere i semi autofiorenti, poiché la pianta non ha bisogno di particolari cure e attenzioni e passa da sola dalla fase vegetativa a quella di fioritura nell’arco di 2-4 settimane.

Quanti semi produce una pianta di cannabis?

piantina di marijuana
Giovani piante di marijuana nate da semi

Il numero di semi di cannabis che si possono ottenere da una pianta dipende dall’entità del polline e dal numero dei pistilli presenti su un’infiorescenza quando avviene l’impollinazione. È facile dedurre da quanto detto, che maggiore sarà la loro quantità, maggiore sarà la produzione dei semi.

Altri fattori da tenere in considerazione sono il numero di piante coltivate che dipende dallo spazio che si ha a disposizione, le condizioni climatiche e la tipologia dei semi acquistati.

Semi di cannabis legale vs illegale: differenze

Quando si parla di semi di cannabis legale ci si riferisce a quelli che danno origine a piante appartenenti alla varietà sativa in cui il contenuto di THC deve essere inferiore allo 0,6%. Per chi non lo sapesse il THC (tetraidrocannabinolo) è il principio attivo psicotropo che può influenzare il sistema nervoso centrale in modo più o meno incisivo a seconda della quantità presente.
Ovviamente più sarà elevata, maggiori saranno gli effetti.

semi di canapa sativa
Semi di Canapa Sativa L. – Canapafarm

Inoltre la cannabis legale presenta un elevato contenuto di CBD (cannabidiolo), la sostanza benefica che aiuta, tra le altre cose, a contrastare vomito, ansia, depressione e nausea*.

I semi di cannabis illegale invece danno origine a piante che presentano elevate quantità di THC, di conseguenza hanno effetti stupefacenti sull’organismo e possono portare episodi di aggressività, problemi nella cognizione dello spazio e del tempo, di memoria e nei casi più estremi anche allucinazioni.

Oltre a quanto detto, va aggiunto che le varietà di cannabis coltivabili e ammesse dalla legge sono tutte certificate, ossia inserite in un catalogo europeo aggiornato ogni anno.

Normativa italiana sulla cannabis legale

Intorno alla possibilità di acquistare, piantare e vendere semi di marijuana ci sono ancora molte incertezze e spesso domina la convinzione errata che sia sempre e comunque illegale procedere a questo tipo di attività. In realtà non è così, in quanto, come già abbiamo avuto modo di accennare in precedenza, la coltivazione della cannabis è regolamentata dalla legge 242/2016, all’interno della quale vengono stabilite le modalità in cui si può procedere a piantare semi di cannabis e le regole da seguire. In particolare si sottolineano questi punti:

  • Si possono coltivare solo i semi certificati indicati all’interno del Catalogo Europeo che viene aggiornato ogni anno;
  • Il coltivatore deve conservare per almeno 1 anno “i cartellini della semente acquistata” e anche le relative fatture di acquisto;
  • Il coltivatore può procedere alla messa in coltura dei semi di cannabis senza necessità di attendere alcun tipo di autorizzazione. Tuttavia è sempre meglio denunciare l’inizio di questo genere di produzioni alle autorità competenti;
  • È possibile che le autorità effettuino controlli nei campi prelevando campioni dalle colture. Se dalle analisi il contenuto di THC risulterà nei limiti prescritti dalla legge non vi sarà alcuna azione legale. Viceversa si procederà al sequestro o alla distruzione delle colture. Tuttavia non è prevista alcuna responsabilità penale da parte dell’agricoltore;
  • È autorizzata la libera compravendita di marijuana light e dei suoi derivati presso negozi specializzati anche online.

Per quanto riguarda invece la vendita dei semi di marijuana, questa attività non è vietata dalla legge per il semplice motivo che tale prodotto non è di per sé una sostanza stupefacente in quanto i semi non contengono nessun principio attivo psicotropo. Ciò significa che non sono nocivi e pericolosi per la salute.

Nonostante questo, il loro utilizzo è soggetto a forti limitazioni. Se sono sementi certificate, per cui è autorizzata la coltivazione, si può procedere alla loro semina. Al contrario, quando sono semi di canapa non inseriti nel Catalogo Europeo che generano piante di cannabis dall’alto contenuto di THC, possono essere acquistati al solo scopo collezionistico. Ne è vietato ogni altro impiego.

Per quanto riguarda la possibilità di coltivare cannabis ad uso personale, in base a quanto emerso dalla sentenza del 16 aprile 2020, n. 12348 della Cassazione, è permesso qualora il numero di piante sia così esiguo da non consentirne lo spaccio.

Come acquistare semi legali in Italia

I semi di marijuana possono essere comprati in tutti i punti vendita autorizzati e specializzati in questo genere di prodotti. Possono inoltre anche essere acquistati online in e-commerce di settore dove è possibile selezionare la varietà preferita in base alle proprie esigenze e leggerne tutte le caratteristiche prima di mettere il prodotto nel carrello.

Come scegliere una banca di semi affidabile

Il mercato della cannabis legale ha preso piede da ormai diversi anni e le banche di semi a disposizione delle persone sono davvero numerose. Il che significa avere di fronte una scelta talmente ampia da rischiare di cadere in confusione.

Come si può allora fare la scelta giusta? Il metodo più sicuro rimane quello di effettuare approfondite ricerche sulle banche di semi più celebri e dalla storia più solida alle spalle. È bene leggere i pareri di chi si è servito dei vari istituti, valutare il tipo di sementi che vendono, facendo attenzione alle loro caratteristiche peculiari, e magari contattare coloro che hanno già fatto acquisti presso di loro per avere un’opinione diretta su di esse e sul servizio in generale.

Come conservare i semi di canapa

Sebbene i semi di cannabis siano avvolti da un solido guscio esterno, devono essere conservati con cura per evitare che muoiano. Quindi è indispensabile garantire loro delle condizioni ottimali fino al momento in cui saranno pronti per essere coltivati.

La cosa migliore da fare è conservarli in un luogo fresco, lontano dalla luce del sole e asciutto, ossia privo di umidità. È anche opportuno lasciarli nella loro confezione originale in modo da scongiurare pericolosi sbalzi di temperatura.

Differenze tra semi di canapa per la coltivazione e semi di canapa per uso alimentare

I semi di canapa per uso alimentare derivano dalla canapa sativa l. e sono in realtà il frutto della pianta stessa. Quando hanno raggiunto la maturazione, si presentano con un guscio duro grigio o marrone e di solito vengono impiegati decorticati, ossia privati di tale involucro. Dopo il processo di pulitura, rimane solo la parte interna che ha un gusto nocciolato. Quando non vengono privati del guscio, sono chiamati integrali e rispetto agli altri hanno un maggiore contenuto di fibra.

* Ti ricordiamo che le informazioni riportate in questo articolo hanno un fine illustrativo, sono tratte da fonti esterne e non costituiscono in alcun modo un consiglio medico. Quindi prima di utilizzare prodotti a base di THC o CBD ti consigliamo di rivolgerti a un professionista.

Ti invitiamo a non consumare prodotti alla cannabis fuori dalla legalità: può essere molto pericoloso per la tua salute, provocare effetti collaterali non prevedibili e portarti seri problemi con la legge.

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