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Olio di cannabis e cura del cancro: cosa dice la medicina

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Terapie oncologiche e cannabis: la scienza invita alla prudenza

La cannabis terapeutica può avere effetti positivi sull’organismo e aiutare a tenere sotto controllo i sintomi più invalidanti di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla e il Parkinson e quelli che si scatenano a seguito di cure chemioterapiche contro il cancro, quali nausea, vomito e inappetenza. Proprio a tal proposito, da diversi anni a questa parte, è sorto un grande interesse circa l’olio di cannabis e il tumore, ovvero sulle potenzialità curative che questo prodotto può avere sui pazienti.

Le ricerche condotte in questa direzione tuttavia non possono al momento essere considerate esaustive e neanche rivelatrici di una soluzione miracolosa che faccia magicamente regredire il cancro. Questo perché la maggioranza delle sperimentazioni sono state fatte su ratti e topi, quindi su cellule animali e non umane. Altre sono state condotte in vitro. Di conseguenza bisogna attendere studi clinici eseguiti su un numero elevato di persone per poter trarre delle conclusioni definitive. I risultati però sono molto incoraggianti, in particolare c’è il caso isolato di un uomo che di sua spontanea volontà ha deciso di assumere olio al CBD per trattare il suo cancro ai polmoni migliorando le sue condizioni di salute.

In questo articolo abbiamo raccolto alcuni studi scientifici sull’argomento. Tuttavia lo scopo non è quello di dare consigli sull’automedicazione, né di fare divulgazione scientifica, prima di iniziare un qualsiasi percorso terapeutico, con la cannabis o meno, ti consigliamo di:

  • Rivolgerti al tuo medico curante;
  • Reperire maggiori informazioni presso fonti autorevoli (studi scientifici e enti di ricerca).

L’olio di cannabis: cos’è e quali sono le differenze con l’olio di CBD

L’olio di cannabis, come suggerisce lo stesso nome, è ricavato dalla pianta di canapa sativa impiegata per scopo ricreativo o medico.

La differenza tra i due ambiti di applicazione risiede nel diverso contenuto di THC:

  • nella cannabis medicinale infatti arriva fino al 22%
  • in quella legale non può superare la soglia dello 0,6%.

In virtù di questo, nel primo caso serve la prescrizione medica per acquistare la preparazione galenica in farmacia mentre nel secondo caso può essere comprato da rivenditori specializzati ma solo se si è maggiorenni.

Se ti stai chiedendo se quest’olio sia legale o no, ti diciamo che lo è solo se contiene una quantità di THC non superiore allo 0,2% con una tolleranza massima dello 0,6%, o se stai acquistando olio di cannabis terapeutica. In caso contrario, un olio di cannabis con % di THC maggiore dello 0,6% è da ritenersi un prodotto illegale.

L’olio di CBD, invece, si ottiene dalla lavorazione della canapa industriale che contiene il THC in quantità trascurabili o addirittura nulle. Di conseguenza non ha effetti psicoattivi, caratteristica questa che lo rende un prodotto assolutamente legale. In commercio se ne trovano di due tipologie, uno chiamato a spettro completo, e uno denominato a CBD isolato. Vediamo quali sono le caratteristiche dell’uno e dell’altro:

  • Olio di CBD a spettro completo: quest’olio contiene sia il CBD che tutti gli altri cannabinoidi come il CBN, il CBG, il CBC e il CBDA. Ciò significa che genera il cosiddetto effetto entourage, ovvero consente di sfruttare al massimo le proprietà benefiche della pianta grazie alla combinazione di questi elementi. I suoi effetti positivi riguardano soprattutto le proprietà del CBD relative alla capacità di lenire infiammazioni e di favorire il rilassamento muscolare e mentale.
  • Olio di CBD isolato: in questo caso si ha un prodotto contenente CBD senza altri cannabinoidi.
olio cbd canapafarm
Olio di CBD full spectrum Canapafarm

Studi su cannabis e tumore

Gli effetti benefici della cannabis medicinale hanno sollevato un dibattito anche sulle potenzialità curative che il CBD e il THC potrebbero avere sui tumori. Come detto però già all’inizio di questo articolo, i risultati delle sperimentazioni fatte fino ad oggi non bastano per stabilire se queste sostanze possano davvero aprire la strada a terapie alternative a quelle tradizionali di comprovata efficacia.

L’attenzione negli ultimi tempi si è soprattutto focalizzata sull’olio di cannabis, soprattutto in relazione ad alcune scoperte che hanno suscitato grande interesse nella comunità scientifica. A tal proposito una ricerca realizzata nel 1975[i] su topi da laboratorio ha portato alla luce un dato importante. Sembra che la somministrazione di THC e CBN (cannabinolo) possa rallentare lo sviluppo del carcinoma polmonare.

Uno studio invece del 2014[ii] ha incentrato l’attenzione sul glioma di alto grado, considerato uno dei cancri più aggressivi degli esseri umani adulti. In pratica sono stati impiegati THC e CBD da soli e insieme alla radioterapia. Il risultato ottenuto è stato incoraggiante. Tale ricerca è stata svolta in vitro, quindi rappresenta solo il primo passo per ulteriori approfondimenti.

Un caso che ha suscitato molto scalpore è quello di un uomo inglese di 81 anni, affetto da cancro al polmone, che ha deciso di provare a curarsi non con la medicina classica bensì assumendo con regolarità olio di cannabis ad alto contenuto di CBD. I risultati hanno stupito così tanto gli scienziati che lo studio è stato riportato sulla rivista Sage Open[iii],  in cui viene mostrata la regressione della massa tumorale. Di contro, essendo questo un caso isolato, non è possibile trarre conclusioni sulle reali cause della guarigione, anzi è da scoraggiare l’emulazione di comportamenti che incoraggiano l’automedicazione, soprattutto laddove non esistono evidenze scientifiche. Tuttavia questo caso ha indotto gli studiosi ad andare avanti nella ricerca per comprendere se e come il CBD possa avere o meno un ruolo nel trattamento di tali patologie.

Entusiasmanti sono stati infine anche i dati derivanti da uno studio effettuato da un equipe di Boston[iv] su un flavonoide diverso dai più conosciuti cannabinoidi. Il farmaco, chiamato FBL-03G, è stato ricavato sempre da un flavonoide della cannabis. La sua applicazione ha interessato il cancro al pancreas, di solito avente un elevato tasso di mortalità. Ebbene i risultati in vitro, sembrano dimostrare che l’impiego di tale sostanza abbia innescato l’apoptosi, la morte programmata delle cellule, in particolare di quelle tumorali. Sembra inoltre che tale flavonoide limiti la crescita delle cellule cancerose e stimoli il sistema immunitario. Il risultato è talmente importante che se ulteriori ricerche lo confermassero, aprirebbe la strada a una cura efficace contro uno dei tumori più aggressivi e con scarse aspettative di vita.

Cosa fare?

In base a quanto emerso dagli studi menzionati, è chiaro che l’olio di cannabis non rappresenta una cura miracolosa e non ha effetti diretti e dimostrati sulla regressione del tumore. Alcune sue componenti sono oggetto di studio, pertanto non si ha ancora un quadro chiaro sui reali effetti, sia positivi che negativi.

L’olio ad alto contenuto di CBD, senza effetti psicotropi, può essere impiegato solo in virtù dei suoi effetti positivi su sonno e ansia ma ti consigliamo sempre e comunque di chiedere consiglio al tuo medico di fiducia e di confrontarti con lui per stabilire la quantità che puoi assumere giornalmente.

Non farti cogliere da facili entusiasmi e non prendere per oro colato tutto ciò che leggi sul web. Approfondisci sempre ogni aspetto su rimedi e cure, così come sull’olio di cannabis confrontandoti con dei professionisti e/o medico curante. Diffida da chi millanta effetti miracolosi non approvati dalla comunità scientifica e dagli enti ufficiali nazionali e internazionali (EMA, AIFA e simili).

* Ti ricordiamo che le informazioni riportate in questo articolo hanno un fine illustrativo, sono tratte da fonti esterne e non costituiscono in alcun modo un consiglio medico. Quindi prima di utilizzare prodotti a base di THC o CBD ti consigliamo di rivolgerti a un professionista.

Ti invitiamo a non consumare prodotti alla cannabis fuori dalla legalità: può essere molto pericoloso per la tua salute, provocare effetti collaterali non prevedibili e portarti seri problemi con la legge.

Fonti:

[i] J Natl Cancer Inst. 1975 Sep;55(3):597-602. doi: 10.1093/jnci/55.3.597.
Antineoplastic activity of cannabinoids
A E Munson, L S Harris, M A Friedman, W L Dewey, R A Carchman
PMID: 1159836 DOI: 10.1093/jnci/55.3.597

[ii] The Combination of Cannabidiol and Δ9-Tetrahydrocannabinol Enhances the Anticancer Effects of Radiation in an Orthotopic Murine Glioma Model
Katherine A. Scott, Angus G. Dalgleish and Wai M. Liu
DOI: 10.1158/1535-7163.MCT-14-0402 Published December 2014

[iii] Striking lung cancer response to self-administration of cannabidiol: A case report and literature review
Josep Sulé-Suso, Nick A Watson, Daniel G van Pittius
First Published February 21, 2019 https://doi.org/10.1177/2050313X19832160

[iv] Front Oncol. 2019; 9: 660.
Published online 2019 Jul 23. doi: 10.3389/fonc.2019.00660
PMCID: PMC6663976 PMID: 31396485
Flavonoid Derivative of Cannabis Demonstrates Therapeutic Potential in Preclinical Models of Metastatic Pancreatic Cancer
Michele Moreau,1,2 Udoka Ibeh,1,3 Kaylie Decosmo,1,4 Noella Bih,1 Sayeda Yasmin-Karim,1 Ngeh Toyang,5 Henry Lowe,5 and Wilfred Ngwa1,2,*
Received 2019 Mar 28; Accepted 2019 Jul 5.

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