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I cannabinoidi: guida completa ai componenti della Cannabis

Redazione
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Cannabinoidi: quali sono, cosa sono e quali gli effetti?

I cannabinoidi sono elementi chimici contenuti nella pianta di cannabis che interagiscono in modi differenti con il cervello umano. Se il principio del THC è responsabile dei classici effetti euforizzanti della cannabis, altri principi attivi come il CDB sono terapeutici e non provocano alterazioni psicofisiche.

Il CDB (o cannabidiolo) interagisce con l’organismo provocando sensazioni benefiche, come il miglioramento della digestione, la distensione muscolare ed è utile per combattere lo stress e l’insonnia. Inoltre il cannabidiolo rafforza il sistema immunitario e agisce con effetto antinfiammatorio e analgesico.

In commercio esistono molti prodotti a base di CBD e sono legali nella maggior parte dei Paesi europei. L’attuale normativa italiana, infatti, permette la coltivazione della canapa sativa e la vendita di prodotti cannabinoidi (come l’olio di CBD) estratti dalla pianta, a condizione che la percentuale di THC sia inferiore allo 0,5%.




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Cosa sono i cannabinoidi?

I cannabinoidi sono dei composti contenuti all’interno dei fiori della pianta di cannabis. Si tratta di sostanze di varia natura che interagiscono con i recettori dei cannabinoidi (CB1 e CB2) presenti nell’encefalo umano, mimando gli effetti di sostanze normalmente prodotte dall’organismo (endocannabinoidi).

Quando vengono stimolati tramite l’assunzione di cannabinoidi, i recettori determinano i classici effetti euforizzanti della marijuana, dovuti all’azione del THC (il principio psicotropo dei cannabinoidi), ma al contempo stimolano anche degli effetti terapeutici dovuti proprio al CBD (come il rilassamento muscolare, l’azione antinfiammatoria e la stimolazione dell’appetito).

Gli elementi dei cannabinoidi: THC, CBD, CBN, CBG,THCV

Tra gli elementi che fanno parte dei cannabinoidi troviamo:

  • Il THC o tetraidrocannabinolo: la sostanza inebriante della canapa che determina i classici effetti associabili all’assunzione di marijuana (euforia, aumento dell’appetito, rilassatezza, ecc…). In molti paesi è una sostanza illegale, mentre in altri i prodotti a base di THC vengono usati per alleviare alcuni effetti collaterali dovuti al trattamento di talune forme di cancro e altre malattie. In tali casi la vendita avviene solo sotto prescrizione medica.
  • Il CBD o cannabidiolo: i suoi effetti analgesici e antinfiammatori lo rendono molto utilizzato nell’industria farmacologica. É un componente non psicoattivo della cannabis ed è legale in molti paesi, tra cui l’Italia.
  • Il CBC o cannabichromas (cannabicromene), rafforza la componente terapeutica del CBD, senza avere l’effetto rilassante. Alcune fonti mediche ne riportano un effetto antinfiammatorio.
  • Il CBN o cannabinolo, viene prodotto dall’ossidazione del THC ma pare non avere effetti psicotropi. Si trova in grandi quantità nella cannabis essiccata. Sembra non esistere una normativa specifica rispetto al CBN, ma essendo analogo al THC potrebbero essere applicate le medesime restrizioni normative.
  • Il CBG o cannabigerolo, non è una sostanza psicoattiva e, come il CBD, ha un forte effetto antidolorifico, viene usato nella cura di psoriasi, eczemi e infezioni della pelle.
  • Il THCV o tetraidrocannabivarina, ha un effetto psicoattivo minore del THC, gli vengono riconosciuti effetti stimolanti sul metabolismo e per questo sembrerebbe essere d’aiuto in caso di sovrappeso.

Uno studio del 2008 attesta come i cinque principali cannabioidi presenti nella Marijuana (cit. “Canapa Sativa”), CBD, CBC, CBG, THC e CBN, abbiano effetti antibatterici (“hanno mostrato una potente attività contro una varietà di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA)”.

Gli effetti dei cannabinoidi

Dal momento che i cannabinoidi sono di diversa natura, anche gli effetti degli stessi sul corpo umano variano notevolmente. Alcuni elementi, come abbiamo visto, provocano effetti puramente terapeutici, altri invece comportano alterazioni psicofisiche.

Tra gli effetti psicoattivi dei cannabinoidi vengono riportati:

  • Euforia;
  • Risate incontrollate;
  • Alterazioni della nozione del tempo;
  • Sensazione di rilassamento;
  • Sonno innaturale;
  • Alterazioni del suono e dei colori.

A dosi molto elevate, l’assunzione di cannabinoidi può provocare ansia, depressione e paranoia. Mentre il consumo prolungato nel tempo può determinare una diminuzione della memoria e dei tempi di reazione del corpo.

Tuttavia, visti i numerosi effetti terapeutici dei cannabinoidi, in molti paesi la cannabis viene utilizzata per preparazioni per uso medico. Le infiorescenze della pianta di canapa, dove sono maggiormente presenti tali principi attivi, vengono essiccate e macinate e utilizzate sotto forma di decotto o assunte tramite un vaporizzatore.

Tra gli utilizzi della cannabis per uso medico vengono riportati:

  • il trattamento del dolore, viste le proprietà antidolorifiche;
  • l’utilizzo in qualità di antinausea e antivomito, per alleviare gli effetti collaterali della radio e della chemioterapia;
  • la stimolazione dell’appetito in soggetti affetti da AIDS o da anoressia;
  • azione antispasmodica per malattie come il Parkinson e l’epilessia.

Durata degli effetti della cannabis

Per quanto riguarda la durata degli effetti della cannabis questa dipende in larga parte dal metodo di assunzione, dall’esperienza del consumatore e dalla quantità di principio attivo contenuto nel prodotto.

L’inalazione di cannabinoidi, sia in forma di fumo che tramite vaporizzazione, provoca degli effetti immediati, che raggiungono il picco dopo circa mezz’ora e svaniscono in un paio di ore. Nei consumatori più assidui però il tempo di permanenza degli effetti è più breve rispetto a chi consuma cannabis per la prima volta.

Diversa è la situazione nel caso si decida di assumere cannabis attraverso il consumo di prodotti commestibili. In questo caso gli effetti psicoattivi cominceranno ad arrivare insieme alla digestione dopo 1-2 ore, ma avranno una durata che può arrivare fino a 6 ore.

Anche la concentrazione di principi psicoattivi presenti nel prodotto determina il tipo e la durata degli effetti della cannabis. In generale, tutte le tipologie di cannabis con una concentrazione di THC sopra il 20% (illegali in Italia) sono considerate potenti e hanno effetti più marcati e una durata di questi superiore alla media.

Per evitare possibili effetti collaterali non graditi (come ansia, paranoie o effetti allucinogeni) è consigliabile consumare solo prodotti legali (con contenuti di THC sotto lo 0,5%), possibilmente solo dopo essersi affidati al parere di un medico, in modo da poter usufruire delle componenti benefiche del CBD senza incorrere in alcun tipo di rischio.

Le informazioni riportate hanno un fine illustrativo, sono tratte da fonti esterne e non costituiscono in alcun modo un consiglio medico.

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